SUSHI e Mal di Sushi - bio-vegsalus

SUSHI e Mal di Sushi

Sushi e Sashimi

 

 

 

SUSHI

il pesce crudo che può portare anche gravi patologie

tra cui

la “Sindrome sgombroide” o Mal di Sushi

 

 

 

 

E’ risaputo, che mangiare Sushi, il pesce crudo o appena scottato, se non trattato e conservato nel migliore dei modi, può portare a gravi danni per l’organismo.

 

Purtroppo ci sono dei “Filibustieri”, che a discapito della salute dei propri clienti, e favorendo il guadagno facile e veloce, mettono a repentaglio la salute altrui, fregandosene di come va trattato il pesce e lo acquistano chissà dove.

 


 

Anisakis o verme delle aringhe può trovarsi nel Sushi

 

 

Sono vermi, che si annidano nelle pareti dello stomaco dei pesci e calamari. si possono vedere anche a occhio nudo, lunghi circa 3 centimetri, sottili e bianchi, solitamente sono arrotolati su se stessi.

 

L’Anasakidosi, la malattia causata da questi vermi, è diffusa soprattutto nei paesi dove è di abitudine mangiare il Sushi, pesce crudo o poco cotto, in Oriente e ultimamente, si è sparsa anche in altri paesi dove la moda del Sushi è dilagata, è aumentata questa patologia.

 

Mammiferi marini, portatori di questi vermi sono le balene, delfini e leoni marini, che defecando immettono in mare le larve, queste a loro volta vengono ingerite dai calamari, che sono preda di molti pesci.

 

L’Anisakis a volte può trasferirsi dall’apparato digerente del pesce alle loro carni.

 

 

Sushi
Sushi

 

Il Sushi

 

 

Il Sushi è una preparazione a base di riso, che resiste a lunghi tempi di cottura, viene bollito e condito con una specie di aceto.

Questo riso viene in seguito abbinato a listarelle sottili di pesce, tonno, salmone, cernia, calamaro, e servite accompagnate da wasabi, salsa densa e piccante ottenuta dalle radici di rafano.

Il Sashimi è invece il pesce crudo, servito a listarelle o fettine sottili.

 

Tutto il pesce preparato e mangiato crudo, la normativa italiana, obbliga a un periodo di congelamento a – 20° C., per far sì che eventuali parassiti muoiano, rendendo sicuro il cibo.

Ma questa normativa, come purtroppo si sente ultimamente, non sempre viene rispettata.

 


 

Quali sono i rischi

 

 

Se il pesce non ha seguito l’iter di congelamento e, non solo, la seguente conservazione e lavorazione non viene effettuata al freddo, si possono sviluppare sulla superficie della carne numerosi microrganismi.

 

Diventano, in questo caso, veicoli di trasmissione di intossicazioni gastrointestinali, come la Salmonella, Stafilococco, vibrione del colera e altre intossicazioni che possono danneggiare i nostri organi.

 

Un’altro rischio che si corre , è dato dalla manipolazione prolungata del pesce mal conservato e lavorato, generando presenza di troppa Istamina, sostanza con un forte potere infiammatorio e allergenico.

 

Molti pesci, che vengono trattati per il Sushi e di provenienza atlantica, come il tonno, contengono elevate quantità di Mercurio e altri metalli tossici.

 

Se consumati da 2 o più volte alla settimana, possono provocare intossicazioni, anche gravi e di difficile trattamento.

 

 

 

I sintomi

 

 

I sintomi da il Mal di Sushi vanno dal rash cutaneo tipo orticaria, rossore della pelle su viso e collo, disturbi gastrointestinali quali nausea, diarrea e vomito, fino a disturbi di tipo neurologico come mal di testa e formicolii, in casi molto gravi anche, pressione bassa e svenimento.

L’inizio della sintomatologia è rapido, 20-30 minuti dall’assunzione dell’alimento, nel giro di 24 ore al massimo si esaurisce e possono essere trattati con antistaminici.

 

Con questo nessuno vuole demonizzare il consumo di Sushi, si richiede solo ai consumatori, conoscendo il rischio, di avere qualche piccola attenzione prima di consumarlo o acquistarlo.

 


 

Cosa fare per prevenire

 

 

Non è necessario, per gli amanti di questo alimento, dover rinunciare a un piacere del palato o comunque a un’ottima fonte di Omega3 e 6, basta, come abbiamo detto, visto che tutto dipende dalla conservazione e lavorazione, fare attenzione alle modalità con cui viene mantenuto e conservato il prodotto.

 

In un locale che lavora con la formula “all you can eat”, cioè “tutto quello che riesci a mangiare” e solitamente con un prezzo fisso e basso, i pesci rimangono esposti ore in bella mostra a temperature non idonee, la corretta conservazione si può avere tenendo il pesce almeno sotto i 4° C.

 

Frigorifero con termometro esterno per la visione immediata della temperatura
Frigorifero con termometro esterno per la visione immediata della temperatura

 

 

La legge italiana impone che tutti i frigoriferi, sia nei ristoranti che quelli da esposizione cibi lavorati e non, abbiano il termometro di conservazione in vista esternamente, in modo da facilitare il controllo visivo immediato, quindi, quando ci si appresta ad acquistare Sushi nei supermercati o gastronomie, buttare l’occhio al termometro del frigorifero, non può che far bene.

 

Per quanto riguarda i locali che servono Sushi e Sashimi, andiamo nei locali dove è risaputo che la lavorazione, anche se a basso prezzo, viene effettuata con tutti i crismi, ne va della nostra salute.

 

 

 

 

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