Peperoncini piccanti il segreto per vivere più a lungo - bio-vegsalus

Peperoncini piccanti il segreto per vivere più a lungo

 

 

 

Peperoncini piccanti.  Sapevate che un nuovo studio, della University del Vermont, ha scoperto che mangiando peperoncino piccante, nell’arco della propria vita, si ha un rischio di morte, più basso del 13%, rispetto a coloro che non lo consumano?

 

PRIMA UN PO’ DI STORIA DEI PEPERONCINI PICCANTI.

 

La storia del peperoncino piccante nasce al Centro e Sud America, paesi le cui cucine sono rinomate per i loro sapori caldi e piccanti.

 

Sono stati coltivati, in queste regioni, per più di settemila anni.

 

I peperoncini piccanti all’inizio, venivano usati più come un elemento decorativo per i loro colori, solo in seguito come alimento e come medicinale.

 

Fu Cristoforo Colombo, che lo scoprì nelle sue esplorazioni delle Isole Caraibiche e lo importò in Europa.
qui fu utilizzato più come sostituto del pepe nero, allora molto costoso perché importato dall’Asia.

 

A Ferdinando Magellano viene riconosciuta l’introduzione dei peperoncini in Africa e Asia, dove li usavano in cucina e nelle farmacopee, ora i peperoncini piccanti sono coltivati in Cina, Turchia, Nigeria, Spagna e Messico.

 

Molte culture, sia antiche che moderne, hanno a lungo creduto nel potere delle spezie e delle erbe per mantenere e migliorare la salute umana.

 



 

 

COMBATTONO L’INFIAMMAZIONE

 

I peperoncini piccanti contengono una sostanza chiamata capsaicina, quella che fornisce il caratteristico piccante, che possiede proprietà antimicrobiche, è un inibitore di un neuropeptide associato a processi infiammatori, più il peperoncino è piccante, più capsaicina contiene.

 

CONTRO IL DOLORE.

 

La capsaicina dei peperoncini piccanti, è ritenuta un’opzione per il trattamento del dolore che causa l’artrosi, pazienti trattati con creme a base di capsaicina hanno riferito di miglioramenti significativi, l’unico effetto collaterale, riportato, è stata una sensazione di bruciore nelle zone di applicazione.

 

BENEFICI CARDIOVASCOLARI.

 

I peperoncini piccanti, essendo vasodilatatori e anti colesterolo naturali, possono avere effetti positivi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

 

Riducono i livelli di trigliceridi e l’aggregazione delle piastrine, aumentando la capacità del corpo di sciogliere la fibrina, che è una sostanza fondamentale nella formazione di coaguli nel sangue.

 

In quei popoli in cui il peperoncino viene più utilizzato di più, si ha un tasso molto più basso di infarti, ictus ed embolie polmonari.

 

 

ELIMINA LA CONGESTIONE

 

Il calore della capsaicina stimola le secrezioni a liberare il naso chiuso o i polmoni congestionati.

 



 

 

AUMENTA L’IMMUNITÀ.

 

Il colore del peperoncini piccanti, indica il loro alto contenuto di beta-carotene o pro-vitamina A.
Con soli due cucchiaini di peperoncino si assume circa il 6% del valore giornaliero di vitamina C, insieme ad oltre il 10% della vitamina A, la quale è essenziale per mantenere le mucose sane, delle vie nasali, dei polmoni, dell’intestino e delle vie urinarie.

 

IL PEPERONCINO AIUTA NELLA DIFESA DEL CANCRO ALLA PROSTATA.

 

Sempre la capsaicina, ha la facoltà di bloccare la diffusione delle cellule tumorali della prostata, provoca il suicidio delle principali tipi di cellule del cancro alla prostata. Dopo 4 settimane di uso della capsaicina, la crescita del tumore e le sue dimensioni, sono diminuite in modo significativo, in uno studio sugli animali.

 

Attenzione, però un uso eccessivo di peperoncini rossi, è stato collegato al cancro allo stomaco.

 

IL PEPERONCINO PREVIENE LE ULCERE ALLO STOMACO.

 

Se da un lato l’uso eccessivo del peperoncino provoca il cancro allo stomaco, dall’altro il suo uso, non eccessivo mi raccomando, può aiutare a prevenire le ulcere, uccidendo i batteri che possono essere ingeriti, stimolando le cellule, che rivestono lo stomaco, a secernere i succhi che lo proteggono.

 

 

AIUTA A COMBATTERE IL DIABETE DI TIPO 2.

 

 

Riduce il rischio di iperinsulinemia, alti livelli di insulina nel sangue, che è il disturbo associato al diabete di tipo 2.
Oltre alla capsaicina il peperoncino contiene antiossidanti, come la vitamina C e carotenoidi, che aiutano a migliorare la regolazione di insulina.

 

Un peperoncino verde può avere anche sei volte in più di vitamina C di un’arancia, anche se una buona parte va persa con l’essiccazione o con la cottura.

 



 

 

CURIOSITÀ.

 

Hanno fama di essere afrodisiaci e, sembra, che le popolazioni che lo usano abitualmente, siano affette in misura minore da calvizie.

 

 

DESCRIZIONE.

 

La pianta ha fusto eretto, foglie strette di un bel colore verde, fiori bianchi a forma di stella. Il peperoncino vero e proprio è una bacca, che può essere rossa, verde o gialla, con dimensioni e forme diverse.

 

 

Tra i peperoncini più piccanti ci sono: l‘habanero proveniente dallo Yucatan e Caraibi;  il jalapeño, Messico e America del Sud;  jamaican hot, come indica il nome viene dalla Giamaica;  il pepe di Cayenna, Messico, Louisiana, Asia, Africa;  il serrano Messico; il thai, Sud Est asiatico e California; il wax, Messico e California;  il peperoncino coltivato nel Mediterraneo.

 

 

 

Le cinque specie più comuni di peperoncino:

 

Il capsicum annuum, la più coltivata e diffusa: i peperoni dolci, il peperoncino comune in Italia, il peperoncino di Cayenna e il messicano jalapeño;

 

il capsicum baccatum, include il cosiddetto “Cappello del vescovo” e gli ajì;

 

 

 

il capsicum chinense, non è cinese come potrebbe far pensare il nome, bensì sudamericano, in particolare è originario dell’Amazzonia. Questa qualità comprende l’habanero, che fino al 2006 era incluso nei Guinness dei primati, come il peperoncino più piccante al mondo;

 

il capsicum frutescens, che include tra gli altri il tabasco;

 

il capsicum pubescens, include il sudamericano rocoto.

 

 

 

COME SCEGLIERE E CONSERVARE.

 

Se si sceglie il peperoncino fresco, selezionare quello con colori vividi e lucidi, pelle tesa e soda. Gli steli dovrebbero essere resistenti e freschi. Evitare quelli rugosi o che abbiano macchie nere e aree tenere.

 

Con quello secco cercare quelli che hanno ancora dei colori vividi, perchè se non hanno più colore, hanno probabilmente perso anche il loro sapore.

 

Scegliere possibilmente quelli da agricoltura biologica.

 

Conservazione.

 

Posizionare quelli freschi, non lavati, in sacchetti di carta e conservarli nel vano verdure del frigorifero, si conserveranno per circa una settimana, non metterli in sacchetti di plastica perché potrebbe accumularsi umidità.

 

Possono anche essere appesi alla luce del sole ad asciugare, una volta che sono essiccati si possono ridurre in polvere e conservarli in un barattolo ermeticamente chiuso al riparo del sole.

 



 

 

Suggerimento per la cottura.

 

Poichè, come detto, vi sono molte varietà piccanti e all’interno della stessa varietà può cambiare il grado di piccantezza, ogni volta che si cucina, prima di aggiungere il peperoncino, conviene assaggiarne un pezzetto per determinare il livello di piccantezza, così facendo sapremo quanto aggiungerne alla ricetta.

 

QUALCHE RAPIDA IDEA.

 

Quando saltiamo le verdure aggiungiamo un po’ di peperoncino;

Aggiungere il jalapeño all’insalata di tonno.

Frullare peperoncino fresco con olio d’oliva, aglio, coriandolo, menta piperita e cumino. Se si desidera si possono aggiungere le nostre erbe e spezie preferite, questo personalizzerà la nostra Harissa.

Pepe di Cayenna e succo di limone per verdure cotte, come cavolo e cavolo rapa.

 

 

 

LE PREOCCUPAZIONI INDIVIDUALI.

 

La capsaicina può irritare o bruciare occhi e mani. L’olio del peperoncino può irritare la pelle, quindi lavarsi le mani dopo averli toccati, quando si macina il peperoncino fare attenzione a non inalare la polvere, può irritare la gola e proteggere sempre gli occhi, indossando una mascheri anti-polvere e occhiali.

 

Se, dopo aver mangiato dei peperoncini piccanti, si sente troppo bruciore, rinfrescarsi con un bicchiere di latte, la caseina aiuta a calmare il fuoco della capsaicina.

 

eccovi una veloce ricetta:

 

Cioccolata calda al peperoncino

 

270 gr di cioccolato fondente

 

750 ml di latte

 

250 ml di acqua calda

 

50 gr di zucchero grezzo

 

1 bustina di vanillina

 

1/2 peperoncino rosso senza semi

 

1 pizzico di sale.

 

Tritare il cioccolato con un coltello e, in una ciotola, mescolatelo con 250 ml di acqua calda.
Fare bollire il latte con la vanillina e il sale, lasciare riposare qualche minuto.
Versare il cioccolato sciolto nel latte sbattendo bene con una frusta, finchè il cioccolato non è tutto disciolto, unire lo zucchero e il peperoncino.
Riscaldare ancora per addensare un po’, versare nelle tazze e servire subito.
Ottimo nelle serate d’inverno.

 



 

Se vi piace il peperoncino e volete conoscerlo in tutti i suoi aspetti, vi consiglio di andare su questo sito: http://www.peperoncino.org/  si tratta dell’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO ONLUS, riporto ciò che scritto sul sito: L’accademia si propone di far conoscere agli italiani il peperoncino, la sua storia, la sua cultura. Promuove lo studio e la ricerca sulla sua produzione, sulle sue qualità e la sua utilizzazione nel campo della gastronomia, della cosmesi, della farmacologia e della medicina.

 

I peperoncini piccanti sono considerati uno degli alimenti più sani al mondo.

 

 

fonte: whfoods.

bibliografia: La dispensa delle spezie e delle erbe. Cucinare con le spezie e le erbe aromatiche su Amazon.it

 

 

 

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