Fitoterapia: cos'è e come curarsi con le piante. - bio-vegsalus

Fitoterapia: cos’è e come curarsi con le piante.

 

 

Fitoterapia

curarsi con le piante


La Fitoterapia o medicina erboristica, è stata utilizzata per migliaia di anni come un metodo di trattamento altamente efficace e sicuro per una vasta gamma di condizioni mediche serve come cura o la prevenzione di una determinata patologia mediante l’uso di rimedi vegetali estratti da piante medicinali.

 


Si occupa della ricerca e dell’impiego delle piante e delle erbe medicinali e ricavare da esse dei medicamenti.


 

Formazione e qualifiche:

 

I fitoterapisti sono addestrati all’università a standard rigorosamente elevati e sono istruiti in medicina per diagnosticare e trattare una vasta gamma di malattie.

 

È importante che i medicinali a base di erbe siano di altissima qualità. La fitoterapia seleziona le erbe principalmente dalla tradizione erbacea occidentale (britannica, europea e nordamericana).

 

Alcune erbe indigene ed orientali possono essere anche loro incorporate, ma devono essere state testate in base ad una ricerca scientifica sufficiente,  sulla loro farmacologia e sulla sicurezza.

 

Va comunque posto in evidenza che è sbagliato considerare la Fitoterapia completamente esente da effetti nocivi  in quanto alcuni estratti vegetali,  anche a seconda della dose utilizzata,  possono risultare particolarmente tossici.

 

 

Esempi di piante che possono essere tossiche.

 

fitoterapia
Atropa Belladonna

Un  esempio pratico è  la Belladonna è un ottimo rimedio in grado di alleviare ogni tipo di dolore.

 

Per molto tempo la Belladonna è stata utilizzata come farmaco anestetico chirurgico grazie alle sue proprietà miorilassanti,  che agiscono sul sistema nervoso e sui muscoli del corpo;  inoltre è stato grazie agli studi sulla Belladonna che si è potuta sintetizzare in laboratorio l’atropina,   utilizzata  in oculistica per dilatare la pupilla per poter analizzare il fondo dell’occhio.

 

L’intossicazione da Belladonna è caratterizzata da allucinazioni e disordini psicomotori,  sovente di natura erotica,  che si manifestano con movimenti di danza,  risa,  pianto, urla.

 



 

Un’altro esempio è la Digitale una pianta che comunque fa miracoli terapeutici in alcuni tipi di cardiopatici .

Il suo uso eccessivo o il sovra dosaggio può dare intossicazioni anche a livello mortale.

 

 

fitoterapia
Digitalis purpurea

 

 

 

 

Obiettivi della fitoterapia.

 

Uno degli obiettivi principali della fitoterapia è la prevenzione delle malattie e la promozione della salute a lungo termine. Questi obiettivi sono raggiunti trattando e riequilibrando il singolo paziente nel suo complesso.

 

Se i rimedi vegetali vengono usati nelle dosi opportune per le patologie correlate non si riscontrano gli effetti secondari (o sono comunque di scarso rilievo),  spesso presenti nei farmaci utilizzati dalla nostra medicina ufficiale.

 

Fitoterapia un po’ di storia…



E’ considerata, forse, la prima forma di pratica terapeutica apparsa sulla terra; l’utilizzo di estratti di piante per la cura delle malattie, infatti,  è pratica comune fin dalla preistoria.


La letteratura sulle erbe officinali parte da molto lontano: per esempio, nel Corpus Hippocraticum (un insieme di scritti medici databili tra il V e il III sec. a.C.) vengono citate quasi 130 piante officinali.


La prima raccolta greca di vegetali terapeutici che ci sia giunta è quella di Teofrasto ed era intitolata Ricerche sulle piante.



 

Fitoterapia moderna.

 

Ha origine nel periodo rinascimentale con la nascita delle prime scuole mediche laiche e delle prime università 

Fu Carlo Linneo (1707-1778 d.C.) a fare lo studio sistematico delle piante e la determinazione di regole rigorose per la coltivazione e la raccolta delle erbe medicinali.

 

Negli ultimi decenni questa pratica sta conoscendo un momento di assoluta espansione,  conquistando un numero sempre maggiore di pazienti e ritagliandosi un posto di tutto rispetto al’interno del panorama della medicina.

Nel 1986, infatti, la Fitoterapia è stata ufficialmente riconosciuta in Francia dal Ministero della Sanità come una medicina con dignità autonoma.  I medicamenti raccomandati in fitoterapia sono tutti titolati in principi attivi,  il che significa che essi contengono sostanze dotate di attività farmacologiche.

In Italia il concetto di Fitoterapia intesa come disciplina medica che utilizza piante medicinali e derivati,è molto recente.

 




 

Come si usa.

 

Infuso: nel recipiente contenente la droga si versa acqua bollente e si lascia in infusione per circa 5-20 minuti. Poi si filtra. L’infuso si usa generalmente con parti della pianta molto tenere ( fiori, germogli, foglie).


Decotto: la droga viene posta in recipiente con acqua fredda e si porta lentamente ad ebollizione per circa 15-30 minuti.  Poi si filtra. Questa operazione viene effettuata generalmente con le parti dure della pianta (radici, corteccia, semi).


Tisana: è costituita dall’associazione di più piante medicinali compatibili fra loro per azione farmacologica e caratteristiche chimico-fisiche,  con una pianta medicinale base su cui verte l’azione farmacologica più importante. Si usa sotto forma di infuso o decotto.


Alcoliti:  estratti idroalcolici di piante medicinali in cui l’alcool è il solvente.  Le piante,  essiccate,  vengono messe a macerare per 5-10 giorni in alcool.  Poi si filtra.


Idrolati:  ottenuti dalla distillazione della droga in corrente di vapore.


Oleoliti:  soluzione di medicamenti disciolti in olio.

 

Regole

 

La moderna fitoterapia stabilisce rigorose regole per l’utilizzazione della pianta, fin dal momento della raccolta che deve avvenire nei luoghi e nei tempi giusti a favorire la migliore resa in principi attivi della pianta stessa, rispettandone quindi l’intero ciclo biologico: semina,  germogliazione,  crescita,  fioritura,  ecc..

 

Anche la concimazione e la disinfestazione da parassiti  (se trattasi di colture)  debbono essere condotte in modo tale da garantire un assorbimento minimo delle sostanze utilizzate magari facendo ricorso all’ausilio di prodotti naturali.


Le Tinture Madri e i Macerati Glicerici.


Tinture Madri si ottengono macerando in alcool,  a determinate gradazioni ( 30°-60°),  le piante fresche appena triturate (raramente le piante secche) per 3 settimane,  agitando di frequente.  Poi si decanta e si filtra a pressione.

Ai liquidi così ottenuti, viene aggiunto alcool per raggiungere la concentrazione e la gradazione opportuna.  Si mescola,  si lascia riposare per 2 giorni,  poi si filtra e si ottiene la Tintura Madre.


Macerati Glicerici si ottengono dall’azione dissolvente della glicerina, diluita sulle gemme fresche  (o altri tessuti vegetali in fase di crescita)  dopo essere state triturate.  Si decanta e si filtra a pressione,  si lascia a riposo per 48 ore, poi si filtra nuovamente.


I preparati così ottenuti vengono poi sottoposti a tutta una serie di esami per stabilirne le proprietà organolettiche,  chimiche e fisiche, per ottenere medicamenti sempre identici e con le stesse proporzioni di prodotti farmacologicamente attivi.

 

 

 

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